Andiamo a incominciare

Basta fare un giro al mercato.
Già gli occhi si riempiono di colori, colori di pomodori e peperoni, caldi, rossi e carnosi come certe labbra che si offrono senza vergogna, ma anche caldi come il giallo di pani appena sfornati, sotto la cui crosta si indovina una tenerezza nuova.
E la verdura? ci offre tutte le tonalità dei verdi, che raccontano sommessamente di prati e di orti, innaffiati da uomini tranquilli in maniche di camicia, durante silenziosi tramonti.
Come si fa a non amare il cibo? Semplice, basta non amare gli umani.

venerdì 11 maggio 2012

Pasta col radicchio

A breve distanza dal precedente posto questo mio ultimissimo esperimento, che ha allietato la pausa pranzo.
Quando ti prende la scimmia della cucina devi andare a casa di corsa, non c'è santo. Volevo fare un po' di pasta fresca, non solo perchè mercoldì l'ho fatta anche a scuola, ma soprattutto perchè impastare, toccare, schiacciare, tirare sono tutte cose che ti rilassano, e vedere nascere da un cumulo di farina e qualche uovo la pasta fresca, anche se sono i tuoi soliti MALtagliati, ti dà un piccolo momento di esaltazione, che migliora la tua giornata.

Tre etti di farina e tre uova, il sale e un goccio di vino, dài che va bene. Ci ho buttato dentro quei venti centimetri di concentrato di pomodoro, inibendomi così dal metterlo nel sugo.
Già, che sugo? Intanto che la palla riposava ho aperto con grande fiducia il mio frigo e l'ho composto così: un porro a soffriggere insieme a certe strisce di peperone giallo già lì pronte per la solita insalata. Intanto che andavano ho affettato un cespo di radicchio, dividendo la parte alta, più morbida, da quella bassa, più dura, in modo da dare loro una cottura differenziata. La parte più morbida sarà stata in padella non più di tre minuti. Ho cercato di far amalgamare bene il tutto e ho spento.
Quando faccio i MALtagliati c'è farina dappertutto, poi me la trovo addosso nelle pieghe più riposte. E' che ho delle tirchierie strane: mi sparo sempre lo stipendio a stecca, anzi ogni mese un po' di più, sennò che gusto c'è, ma i rulli per i tagliolini da mettere al mio Kenwood non li ho ancora voluti comperare.  In realtà, se tagliassi bene, non ce ne sarebbe bisogno. Ma non taglio bene, e ogni fettuccina ha una larghezza diversa dalla precedente. Ma forse è questo il mio bello, l'imprevedibilità. Bah........
Quando dio ha voluto che fossero pronti (meno male che il sugo era spento) li ho buttati, ho aspettato che fossero cotti e li ho conditi dentro la loro pentola, con una manciata di prezzemolo e un filo di olio evo.
Oggi il voto me lo do da me: non meno di 8/10.

Eccoli, provare per credere




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