Andiamo a incominciare

Basta fare un giro al mercato.
Già gli occhi si riempiono di colori, colori di pomodori e peperoni, caldi, rossi e carnosi come certe labbra che si offrono senza vergogna, ma anche caldi come il giallo di pani appena sfornati, sotto la cui crosta si indovina una tenerezza nuova.
E la verdura? ci offre tutte le tonalità dei verdi, che raccontano sommessamente di prati e di orti, innaffiati da uomini tranquilli in maniche di camicia, durante silenziosi tramonti.
Come si fa a non amare il cibo? Semplice, basta non amare gli umani.

sabato 20 aprile 2013

Risotto pomodoro/asparagi - Risotto tomatoes/asparaguses - Risotto tomates/asperges

Che poi dovrebbe essere chiamato il risottino "dell'altra sera", ah ah ah

Gli è che arrivo a casa con la voglia di cucinare e di scaricarmi, no, con la voglia di scaricarmi e cucinare......

pertanto: incominci a frati il tuo soffrittino con la cipolla, ma ci aggiungi anche il sedano e la carota. in realtà non li devi aggiungere, anzi, li devi mettere prima, perché ci impiegano un po' di più della cipolla a soffriggere.
Ti sei comperato in un accesso di buonumore qualche bel pomodoro, stramaturo, che taglierai a pezzettini e, volendo, sbucciato.
A questo punto è tutto pronto per buttare il riso. Noi siamo in tre ma mi avvicino sempre di più ai quattro etti ;-)
Quando è tostato il vino bianco a temperatura ambiente, ci mancherebbe. Incominci quindi a cuocere con il brodo (ma è ovvio, in cucina c'è sempre una pentola piena di buon brodo!!) e insieme ad esso butti i pomodori. Ma in quei sedici minuti non devi oziare: ti devi cuocere al vapore gli asparagi. Se hai l'asparagiera la usi

altrimenti ti puoi aggiustare con la lattiera e lo spago. E' importante che i turioni non si bagnino.








Quando il tuo risotto al pomodoro fresco è pronto butti gli asparagi.
Io ho mantecato con una noce di burro e una certa ricotta pecorina salata sarda che ho trovato nei miei giri.
Bon appetit!!!




















POST SCRIPTUM:
da certe mie riflessioni ho scoperto che l'asparago sta bene con le mandorle a filetti tostate.
Ho provato e ho creduto, eccolo:



venerdì 19 aprile 2013

Avanzi di pollo arrosto 2: l'aspic - Restes de poulet rôti 2: l'aspic - Remnants of roast chicken 2: the aspic

Avanzi 2 perché la ricetta, grazie ai consigli del Maestro, si è evoluta ed è diventata un piattino di tutto rispetto, da leccarsi i peli delle orecchie.....

Quindi: il pollo arrosto te lo puoi anche comperare, il più buono che riesci a trovare, naturalmente, e con tanto amore ti metterai a spolparlo e a ridurre la polpa in piccoli pezzi. I cetriolini ok, sono perfetti.
Si tratta di aggiungerci ancora: carote, fagiolini e punte di asparagi, tutti cotti rigorosamente al vapore uno per uno e ridotti in piccoli pezzi o cubetti.
La mitica gelatina Ideal (mitica perché è buonissima di gusto, almeno a me piace da morire, con uno spruzzo di aceto) rimane ed è l'amalgama del nostro meraviglioso antipastino.

Nota bene: il meraviglioso antipastino se lo metti nello stampo grosso avrai gli stessi problemi di taglio che ho avuto io. Oddio, se te lo fai solo per te va benissimo così, ci immergi dentro il cucchiaio e non lo levi neanche dallo stampo..... invece se hai gli ospiti del "cuoco per amore" ti consiglio vivamente stampini monoporzione.
Eccolo, gioite!!!



















Ed ecco la versione monoporzione con prosciutto e formaggio invece del pollo, e con gli asparagi....























giovedì 18 aprile 2013

Torta senape e pomodori - Tarte avec le moutarde et le tomates - Pie with mustard and tomatoes

Posso anche dare l'impressione di postare ultimamente ricette minimaliste: mi dispiace ma il tempo è quello che è.
Però questa, fatta a scuola, ha nella semplicità il segreto della sua bontà. E non è poco....

Sulla brisée (fatta o comperata, non lo voglio neanche sapere) spalmerai un sottile strato di senape, forte o delicata secondo il tuo gusto. Sulla senape uno strato di fettine di pomodoro, dello spessore diciamo di mezzo centimetro, naturalmente con la doverosa spolveratina di profumatissimo origano.
Sopra il tutto cubetti di formaggio Emmenthal svizzero o francese.
In forno a 180 °C fino a che la brisée è cotta e il formaggio fuso.
Eccola:








martedì 16 aprile 2013

Filetto di maiale arrosto, mele e ananas - Roasted pork tenderloin with apples and pineapple - Filet de porc rôti avec les pommes et l'ananas

Quando ho cercato in rete questa preparazione ne ho trovate più di una ma ognuna aveva qualcosa che non mi piaceva. E il mio filettino di maiale giaceva nello scomparto a 0 °C da un paio di giorni di troppo. Per cui ho dovuto fare buon viso a cattiva sorte e sono andato a orecchio, con un risultato giudicato più che discreto.

Il filetto l'ho semplicemente bardato con rosmarino e salvia, avvolto nell'alluminio e sbattuto in forno, diciamo sui 200 °C: non ero in casa mia per cui non sono riuscito a regolare la temperatura con precisione. Una mezzoretta, circa.

Intanto che il filetto "lavora" mi faccio questa salsina. Affetto un paio di porri e li soffriggo. Quando sono morbidi aggiungo una Granny Smith fatta cubetti e un cucchiaino (ma se dovessi cucinare solo per me due o tre) di curry, profumatissimo. E cerco di portare le mele a cottura e di farle disfare.

Già così andrebbe bene ma voglio strafare, per cui in un'altra padella metto cubetti di ananas, zucchero di canna e li flambo con un po' di distillato (il Calvados è perfetto).
Intanto che il gioco con i pentolini si avvia al termine il filetto sarà già pronto, a meno che non abbiate messo in forno il maiale intero. 
Lo sfasci e lo fai asciugare ancora cinque minutini. Poi lo affetti e lo cospargi col contenuto delle padelline.

Spero che nessuno pensi che questa è una ricetta difficile: non lo è. 
Ma è molto divertente!

Eccolo, il mio filettino di maiale














martedì 2 aprile 2013

Sugo di carciofi - Sauce of artichokes - Sauce de artichauds


Ecco come ho fatto un buon sugo di carciofi. Oddio, buono me lo ha detto chi lo ha mangiato con le fettuccine fresche, ieri al pranzo di Pasqua.
Tante sono le ricette presenti in rete ma nessuna mi soddisfava (o mi incuriosiva, che poi è la stessa cosa). Per cui la pazienza è finita e il sugo di carciofi me lo sono fatto alla euge.

Prima cosa: pulirsi i carciofi, e non avere paura di sporcarsi le mani (ah ah ah). Tagliarli a fettine sottili e metterli nell'acqua con il limone o, in alternativa con un po' di farina. Entrambi sono buoni sistemi per non farli scurire.
Cosa voglio ottenere per il mio sugo: consistenza, croccantezza e un po' di cremosità.
Quindi io l'ho fatto così: i carciofi bisogna saltarli in padella (croccantezza) ma devono cuocere un po', perché sennò restano duri. 
Per cui in un buon soffritto di cipolla, uno spicchio d'aglio e un pugno di funghi secchi spugnati e tritati, butti i carciofi a fettine insieme al prezzemolo tritato e li fai saltare bene. Aggiungi un goccino di acqua, abbassi e incoperchi.
Certo, presto saranno pronti, ma non troppo cremosi.
Comi dice un mio amico: "No problems, only solutions": ti fai una besciamella un po' liquida, 20+20 su mezzo litro di latte, e la colori di un bel rosato con il concentrato di pomodoro.
E la sbatti sui carciofi.
Consistenza, croccantezza e cremosità raggiunte.
Et de hoc satis!!!


L'unica cosa che fa proprio schifo è questa foto!




lunedì 1 aprile 2013

Risotto con ananas e radici amare - Risotto avec ananas et salsifis - Risotto with pineapple and white salsify


Eccolo, il nuovo risottino di euge, risottino del lunedì di Pasquetta che ha riscosso ottimi consensi da parte degli astanti. E devo dire che anche io, un po' dubbioso sull'esito finale, mi sono ricreduto.

Mi sono ritrovato due belle radici amare, che, in virtù di questo gusto amarognolo tanto intrigante, mi avevano già a suo tempo stimolato a studiare una qualche ricetta per utilizzarle. Con l'amaro ci voleva il dolce, perciò l'ananas è stato il giusto matrimonio. Tutto qui.

Trattasi pertanto di sbucciare questi carotoni bianchi, meglio detti radici amare, ottimamente coltivati a Soncino, di tagliarli in quattro e, dato che l'anima è veramente dura, di levarla con lo spelucchino. Dopodiché si tagliano a pezzettini e si mettono a bollire, curando che non diventino molli. Croccanti, devono restare. Assaggiateli pure con fiducia. Saranno amari finché volete ma è comunque un "bel" gusto. Quando sono pronti li raffreddate, ché sennò continuano a cuocere. L'ananas lo fate a cubetti e ce lo mescolate insieme.

Allora incominci come al solito a farti il tuo risottino, con il burro e la cipolla affettata, i più buoni che riesci a trovare. Butti il tuo riso e a tostatura aggiungi il solito mezzo bicchiere di vino bianco. Io oggi avevo a portata di mano il Sauternes e non me lo sono lasciato scappare!
Sfumato il vino aggiungi il brodo fino a cottura.
L'esperienza di oggi è stata che la scorzobianca perde un po' di amaro durante la cottura, per cui va bene aggiungere i cubetti bianchi e gialli a metà cottura del riso, del resto è anche giusto che i gusti si amalgamino.
Non è finito!!!
Quando spegni aggiungi tanta bella maggiorana tritata. Mantechi con formaggio e burro.
E la tua Pasquetta, priva di sole, si illuminerà comunque del sorriso dei tuoi ospiti.








venerdì 22 marzo 2013

Avanzi di pollo arrosto - Restes de poulet rôti - Remnants of roast chicken

Raramente ho degli avanzi, non importa per quante persone cucini.
Può capitare, come in questo caso, che il mio ultimo pollo arrosto, dopo il pasto resti privo di petto, cosce e ali, e la carcassa finisca in frigo un paio di giorni.

Devi solo trovare il tempo di sederti una mattina e di metterti con le dita a raschiare ogni pezzettino di polpa residua. Vedrai, ne verrà abbastanza per questo bel piattino, che la sera potrai servire con grande soddisfazione.

Col pollo potrai mettere ciò che vorrai: io ho deciso di metterci solo cetriolini affettati, i migliori che ho trovato. E poi tanta bella gelatina.... fatta col mitico cubetto Ideal.

E' bellissimo, me lo dico da solo..... anche se ne ho fotografato solo metà.

Bon appetit







mercoledì 20 marzo 2013

Torta paradiso - Tarte paradis - Heaven's cake

Tutto ciò mi fa molto ridere. Se provate a mettere su Google le mie traduzioni escono fuori le cose più strane. Anche una pasticceria di Houston (TX).

La mia invece è una ricetta, perfetta, che lo Chef ha voluto donarci. E io ho provato a rifarla, ma la sua era più buona. E questa è la differenza fra l'allievo e il Maestro. Non posso neanche dire "avrò tempo", perché lui ha dieci anni meno di me.

Comunque la ricetta è questa.
N.B.B. se non usi o non vuoi usare il burro pianta subito di leggere e passa ad altro. Certo che il burro si accumula nelle arterie del collo e uno poi sragiona (io però ho sempre sragionato, quindi il burro non è in questione) però qui il burro ha un suo perché. Che lo dico dopo.

La dose è per fare un paio di teglie, ché se ne possa dare una fetta a una ventina di persone desiderose di bontà e di dolcezza.

500 (dico: cinquecento) grammi di burro
480 g di farina
460 di zucchero
8 uova
due bustine di lievito per dolci
vanillina in polvere
bucce di agrumi grattugiate, quelle che preferisci (ma tante).

Prima di partire: fai ammorbidire il burro, o aspettando un'ora o dandogli una bottarella di microonde (io la seconda).
Monti con grande amore gli otto rossi con lo zucchero, fino a che non "disegnino".
Aggiungi il burro che ormai sarà una "pomata" (no, non è una medicina!). E mescoli.
Monti gli otto bianchi a neve ferma.

Adesso, con grande cautela, aggiungi alternativamente, un po' di farina e un po' di bianchi, e mescoli fino a che non li avrai incorporati tutti alla miscela uova-zucchero-burro.

Fatto ciò versi nella/e teglia/e e allarghi il composto, dandogli piccoli colpi sul tavolo.
In forno a 180 °C per 40 minuti.

Naturalmente io me le sono quasi dimenticate per cui un po' di bruciaticcio c'era. Il forno mi ha fregato, quando sono andato a vedere era a 210 °C. Venti gradi quindi possono fare la differenza!!!!

Comunque non è tanto il fare la ricetta perfettamente quanto divertirsi un po' a giocare con i pentolini. E' questo mi è perfettamente riuscito.

A proposito: il perché del burro è la sofficità della torta. Anche il giorno dopo, o due giorni dopo, se ci arrivasse.....
Ecco le foto:
la prima, ben truccata....



e la seconda, dove si vede l'eccesso di cottura



C'è anche un po' di musica, quella bella....




lunedì 18 marzo 2013

Fusilli con un nuovo sugo - Fusilli avec une nouvelle sauce - Fusilli with a new sauce

Questo l'ho inventato io, quindi nella rete non c'è proprio. Non sarà una grande soddisfazione ma per me non è neanche piccola.
L'ho fatto qualche volta e a qualcuno l'ho consigliato, e in entrambi i casi la felicità di chi l'ha mangiato ha reso felice anche me.
E' anche piuttosto veloce, intendendo per veloce quel condimento che si realizza "più o meno" durante la cottura della pasta.

Per cui: per quattro persone metterai nella saltiera due porri affetati e un po' di bacon (o di pancetta) assieme a un peperoncino e a uno spicchio d'aglio vestito. Quando il porro è ammorbidito li levi e aggiungi una ventina di pomodori ciliegini, tagliati in quattro spicchi. E venti centimetri di concentrato di pomodoro. Deve cuocere quel tanto che basti a far spappolare i pomodori.
Nel frattempo non ozi, ma tosti in un padellino a parte un pugno di pinoli, ché male non ci possono stare.
E ce li butti dentro.
I tuoi fusilli saranno ormai al dente. Li scoli e li salti.
Ma non è finita: mancano le striscioline di pecorino, fresco dalla Sardegna.
E finalmente, tutti insieme, si gode.
Credo di essere un po' edonista. Me ne farò una ragione.












giovedì 14 marzo 2013

Insalata di arance - Orange salad - Salade d'oranges

Eccomi, non mi ero perduto.....
Tante cose fatte e tante cosa da fare, cosicché il mio blog ne ha un po' sofferto. ma saprò farmi perdonare.
Per intanto posto questa che ho fatto qualche tempo fa.

E' una ricettina siciliana, nulla di nuovissimo, per carità.
Per otto persone conterai un'arancia a testa. E' evidente che se fai un'insalata di arance ti dovrai cercare le più belle e le più buone che qauel giorno saranno presenti al mercato!

Poi ti devi procurare due finocchi grossi, olio evo ma siciliano, un bel mazzetto di menta piperita, sale e pepe.

Peli le cinque arance al vivo (ah ah ah!!) e affetti i finocchi molto sottili, con la mandolina, o mano, come preferirai in quel momento. Certo che se hai un buon coltello riesce meglio con quello.

Ti avanzano tre arance che spremerai: orangette potremmo chiamare il condimento per questa meraviglia di profumi: olio e arancio, sale e pepe. Per la citronette/vinaigrette la proprozione è 3 olio/1 limone-aceto. In questo caso forse metterei proporzionalmente meno olio, che usiamo per legare i sapori, ma il sugo dell'arancia si deve sentire bene. Fa un paio di provine.

Alla fine le foglioline di menta spezzettate non daranno solo un tocco di colore ma un profumo aggiunto.
Se mi facessi le canne ci avrei aggiunto anche il rosmarino tritato, ma quello che cresce sul mare, che ha un profumo ben diverso da quello del supermercato....
Ma son troppo vecchio, nn me le faccio.
comunque già così è da gridare.....
























domenica 17 febbraio 2013

Tortino di baccalà gratinato - Little cake of salted cod - Petit gateau de morue salè

Buono, buono, buono, sotto tutti i punti di vista. La ricetta la trovate in questo splendido blog, qui.


Commenti e minime modifiche, secondo le mie personalissime idee:
1 - le patate le cuocio al vapore;
2 - l'alloro è perfetto, il limone troppo giusto
3 - sono assolutamente d'accordo che il baccalao non si debba frullare: del resto dopo 20 minuti di bollo si disfa bene sotto la forchetta
4 - io la besciamella l'ho fatta un po' più liquida: il roux con 15 e 15 secondo me va bene, se no cosa serve dare sofficità con gli albumi montati a neve ferma?
5 - il formaggio parmigiano lo metto nella farcia di patate e baccalao e non nella besciamella.
6 - quando è il momento di amalgamare il tutto mi dispiace ma uso le mie mani
7 - la gratinatura è perfetta, anche senza il parmigiano
8 - io ho triplicato le dosi (ovviamente non dell'olio)
9 - SUCCESSO GARANTITO!!!!



è ovvio che questa foto è stata fatta alla fine della serata, quando l'ho portato in tavola ero così contento che ho dimenticato di farne una migliore.  Ma comunque rende l'idea.




POST SCRIPTUM: ecco sette nuovi libri comperati che arricchiranno la mia collezione.....

  1. Pane fatto in casa – P. Loaldi – Gribaudo, 2011
  2. Se vuoi fare il figo usa lo scalogno – C. Cracco – Rizzoli, 2012 (regalato...)
  3. Oste e cuoco – F. La Mantia – Fabbri, 2012
  4. La pasta madre – A. Scialdone – Edagricole, 2012
  5. Le ricette di Osterie d'Italia – Slow Food, 2011
  6. I miei menù da 30 minuti, ricette per chi ha poco tempo ma ama la buona cucina – J. Oliver – TEA 2011
  7. Il mio corso di cucina: Tecniche da Chef, 75 ricette illustrate passo passo – K. Black – Tommasi 2012.


Risotto bacon e trevigiana tradiva - Risotto with bacon and late radicchio - Risotto avec le bacon et le radicchio tardif

Risotto del mezzogiorno della domenica.
Ho come l'idea che a spulciare il blog ci possa essere qualcosa di simile, se non addirittura eguale, ma non ho la benché minima intenzione di farlo. Prendetela così, ricetta del 17 febbraio.

Rosoli la cipolla col bacon tagliato a cubetti e poi versi il riso. Le solite cose, quando è tostato ci metti il vino scaldato col microonde, aspetti che vada via l'odore alcoolico e lo porti a cottura con il brodo. Nel frattempo metti sulla griglia due cespi di trevigiana tardiva e la fai appassire e nel padellino piccolo metti una manciata di chicchi di sesamo.



Quando la trevigiana è appassita la tagli a pezzettini e la butti nel risotto due minuti prima che sia pronto. Il sesamo tostato lo puoi buttare anche prima.
Finito ma....
il tocco della chef: mantechi con il Castelmagno, e poi ce ne metti qualche scheggia sopra.



Non sarà questo gran piatto ma non è neanche un cesso.

A domani a tutti, ci sono ancora un paio di ricettine.... stay tuned






sabato 16 febbraio 2013

Salmone alla griglia - Saumon grillè - Grilled salmon

Oggi mi scateno, e meno male che ho il tempo per farlo.....
Altra ricetta fonte di gioia, mia in tutto e per tutto.
Una sera mi sono arrivati, quasi simultaneamente, sei uova da un pollaio genovese ("di ieri!!") e un mazzo di asparagi, evidentemente di serra.
Non mi sono fatto scappare l'occasione e a mezzogiorno ho confezionato una splendida frittatina con le teste, o meglio i turioni, dei miei asparagi. Solo un po' di olio evo, uova, sale, ricotta e asparagi cotti in piedi al vapore, ma pochi minuti.
Carina e buonissima, eccola.

Ma la ricetta non è questa, ovviamente.
Già dal pomeriggio i gambi degli asparagi mi guardavano tristemente.
In cucina c'è un principio fondamentale: non buttare via mai niente.
Sono andato a fare la spesa, con gli asparagi nel cuore. 
I tranci già fatti di salmone mi hanno, per così dire, illuminato.

A casa mi sono fatto la mia crema di asparagi, con un soffritto di scalogno e il brodo avanzato per il risotto della sera prima. Il minipimer ha avuto la sua parte, e anche il colino cinese. Alla fine sale e quel po' di farina di riso, per aggiustare la densità.

Il salmone l'ho sbattuto sulla griglia, semplicemente.
Due capperini, due olivette e due cipolline borettane per completare il mio piatto.

Eccolo, lo regalo a tutti i miei lettori perché lo provino, fiduciosi.....










La torta di rose - La tarte de roses - The cake of roses

La torta di rose, o delle rose, merita una piccola intro.
C'è un negozio a Genova che ne fa una famosa, che io, per tutta una serie di motivi, non ho ancora assaggiato, anche se l'eco della sua fama mi ha raggiunto. Ma questo negozio, naturalmente, non ne diffonde la ricetta, ancorché abbia mandato a chiedergliela persone a cui penso non avrebbe potuto rifiutarla, in spirito di amicizia.
Dimodoché ho sparso la voce in giro, e una ricetta è arrivata, anche se non so se è quella "giusta".
Bene. La prima prova è stata un disastro, anche perché la ricetta è molto sintetica (e io non sono troppo intelligente). Valentina, maestra e scolara a un tempo, l'ha fatta e mi ha spiegato dove avevo sbagliato.
Oggi l'ho rifatta e devo dire che il look non è niente male. Stasera la assaggerò, se me ne rimarrà un cubetto, altrimenti vorrà dire che era buonissima.

Passiamo al dunque: dosi per una torta per otto crani: 350 g di farina 00, tre rossi d'uovo, due cucchiai di zucchero, la scorza di un limone gratuggiata, 150 cc di latte, un cubetto di lievito di birra, tre cucchiai di olio di semi, la stecca di vaniglia perché io mi rifiuto di usare la bustina di vanillina, un pizzico di sale.

Metti tutto insieme nell'impastatore o impasti a mano. La prima lievitazione è di quattro ore, in ambiente tiepido e coperta.

Intanto ti prepari la crema, che è costituita da 150 g di burro e 150 di zucchero. Il burro lo dovrai fare ammorbidire fuor di frigo.

Passate le quattro ore prendi il tuo impasto e lo tiri col mattarello fino ad ottenere una forma (circa) rettangolare, e lo spalmi con la crema di burro e zucchero. Formi quindi un rotolo e lo tagli in pezzi di circa tre dita di larghezza. Ogni pezzo verrà un po' schiacciato a un'estremità e appoggiato in piedi sulla teglia da forno, in modo che ognuno sostenga quelli vicini.
Altre due ore di lievitazione non potranno fargli male, perché le "rose" cresceranno ancora un po.



In forno a 180 °C per mezzora, ma a venti minuti incomincia a dare attente occhiate.
Poi spolveri con lo zucchero a velo.

Eccolo, il mio piccolo capolavoro, di cui vado, per i motivi già detti, molto fiero.













Torta di bietole "come la fanno a scuola" - Chard pie - Quiche de blettes


Per queste torte di verdura la pasta da usare è la pasta matta, che, all'origine, era costituita solo da farina e acqua. Ciò permetteva di fare un prodotto talmente elastico da poterlo tirare fin quasi a diventare trasparente.
Ci vogliono: mezzo kilo di farina di grano tenero 00 e mezzo kilo di Manitoba, un decilitro di olio evo, 6 decilitri di acqua, 20 grammi di sale.
Fai la tua bella fontana, versi l'acqua e l'olio e impasti fino a che la pasta diventi liscia e si stacchi dalle mani. Un'ora in frigorifero coperta da un panno umido. Naturalmente per la tua torta per quattro persone basterà metà di questo impasto.

Adesso ti dedichi alla farcia: soffriggi una cipolla tritata (se ti piace anche uno spicchio d'aglio, eventualmente "vestito") e quando è morbida aggiungi quattro etti di bietole tagliate a listarelle e lavate. Non hai bisogno di strizzarle troppo: cuoceranno con la loro acqua di lavaggio. Ritirale e cospargile di parmigiano. Quando saranno fredde aggiungi tre etti di prescinseua (o ricotta se hai la sfortuna di non vivere in Liguria ;-) e un pugnetto di funghi secchi, spugnati e tritati. Lega tutto con un paio di rossi d'uovo e aggiungi la maggiorana tritata (tanta!). Aggiusti di sale e pepe.
Metà della pasta matta servirà per il "sotto". Versi la farcia. Un altro velo, o più di uno, sopra. Se ne vuoi mettere più di uno ti dovrai procurare una cannuccia per mettere un cuscino d'aria fra uno e l'altro. Rimbocca bene i due orli all'indentro. Spennella la superficie con l'olio. In forno a 200 °C per tre quarti d'ora. E questa è fatta.















e questa è la porzione....








lunedì 4 febbraio 2013

Insalata russa - Olivier salad - Salade russe

Come al solito nulla di nuovo. Può esserci però un motivo di interesse, in quanto la cucina per amore impone che tutto ciò che ci metterai dentro sia fresco di mercato, compresa la tua" salsa mayonesa", come la chiamano i miei compagni di scuola dell'America latina.

In più mi sono divertito a fare i cestini di pasta briseé, che hanno fatto un antipastino monoporzione che ha riempito l'occhio prima della bocca.

Direi che per la briseé la ricetta che ho fatto posso considerarla definitiva. 250 grammi di farina, 125 di burro che è stato un po' lì sul tavolo, un uovo intero, dieci grammi di sale e 40 cc di acqua fredda. Aggiungine subito metà dell'acqua, potrebbe bastare. Dopo che l'hai impastata la sbatti in  frigo e vai a dormire. Con questa dose ho fatto 12 cestini, che ho cotto in forno a 190 °C nelle pirottine di silicone e ripieni di ceci secchi. Eccoli



















e qui sono cotti:




Il giorno dopo mi sono messo dietro alle verdure, che ho preso, fresche, al mercato. Patate, carote, fagiolini, cavolfiore. Tutto tagliato a cubetti (più o meno) e cotto al vapore, appena pronto raffreddato subito sotto l'acquafredda. La verdura deve essere croccante, come noto. Il cavolfiore, l'ho imparato a scuola, lo puoi mettere in piedi nella pentola, con l'acqua che arriva al limite delle infiorescenze.
Eccolo:

Così intanto puoi usare il cestino per un'altra cosa.
Io direi di non mescolarla, la verdura, perchè ogni tipo ha il proprio tempo di cottura.

La mayonesa te la risparmio perchè c'è sul blog, qui.

A questo punto dovresti avere tutto pronto.
Ti restano da aggiungere, se la vuoi fare come l'ho fatta io, un po' di giardiniera "giusta", non quella del supermercato ma quella del tuo fornitore "speciale" che ti darà anche qualche capperino di Pantelleria sotto sale, un pugno, e tre o quattro acciughe sotto sale, che pulirai e tagliarai a pezzettini.
Nella capiente boulle immergi le manine e incominci a mescolare, mentre il tuo secondo poco per volta aggiunge la salsa.

Riempirai infine i cestini decorandoli con un quarto di uovo bollito e qualche funghetto.




Tutto qui, ma ragazzi, che soddisfazione!!!







sabato 2 febbraio 2013

Frittata con ricotta fresca, cannella e pomodori secchi - Frittata avec la ricotta - Frittata with ricotta cheese

Ho trovato persino una collaboratrice!
Discutendo di cucina, attività che prende buona parte della mia giornata, ho proposto una ricetta a Valentina, la quale con grande diligenza l'ha preparata iersera, e fotografata, e me ne ha garantita la bontà.
Per cui la pubblico con grande piacere e con tanti ringraziamenti. Quando aprirò il mio ristorante un posto le sarà garantito.

E' una ricetta tratta dall'ultimo libro che ho comperato, il libro di Filippo La Mantia, oste e cuoco come ama definirsi, anche se più che un'osteria ha un ristorante in un grande albergo di via Veneto a Roma... personaggio interessante e ricette splendide, almeno per chi ha la mia idea di cucina.

E' solo una stupida frittata, ma che frittata!!!
Ecco la ricetta, per quattro umani.
Sbatti otto uova con due etti di ricotta pecorina fresca sciolta in poca acqua calda. Sale e pepe. Unisci un cucchiaino di cannella in polvere, dieci pomodori secchi, 20 grammi di mollica di pane sbriciolata e tostata, un cucchiaino di origano, mezz'etto di pecorino stagionato e un cucchiaio di olio.
E fai la frittata come al solito.

Eccola, bellissima









E anche la foto è migliore delle mie, ma ci voleva molto poco....



lunedì 28 gennaio 2013

Pasta con le arance - Pâte avec les oranges - Pasta with oranges

Scusatemi per il ritardo nella pubblicazione. Tante cose da fare.
Ma questa ricettina vi indurrà a perdonarmi. L'ho fatta due volte, la seconda poco fa e il mio ragazzo  l'ha trovata molto buona. Io stesso, che ci credevo poco, mi sono convinto a darmi un ottimo voto.
Del resto il blog è mio e i voti me li do io, ah ah ah
No ragazzi, invece i voti me li dovete dare voi, ma solo dopo aver fatto le mie ricette.
Questa poi è semplicissima!

Nella padella metti il porro affettato, un peperoncino secco e un mazzetto di timo fresco. Le zeste di un arancio biologico.Puoi usare sia l'olio evo che il burro. Stasera l'olio.





In un altro padellino peli al vivo l'arancio. lo riduci a spicchietti e lo flambi con il cognac, diciamo almeno un mezzo bicchiere.



 Quando entrambi sono pronti li unisci nella padella più grossa delle due.
Intanto la pasta cuoce. Stasera ho usato maccheroncini di Campofilone, perché era tardi per farsi la pasta fresca, che comunque vi consiglio. Nella pasta fresca ci potete mettere quello che volete, per dare ancora un sapore in più: ad esempio la pasta di acciughe, dico, o il concentrato di pomodoro.

Quando la pasta è pronta la saltate e la servite.



Semplice, no?

p.s.: la didascalia della foto è: pasta e ferramenta........


martedì 22 gennaio 2013

Brasato al Barolo - Braisé au vin Barolo - Braised beef with Barolo wine

Come sempre nulla di nuovo. E' che, a suo tempo, erano arrivate queste due splendide bottiglie di Barolo e non era giusto che rimanessero lì. Il tempo freddo ha avuto la sua parte nella decisione.
Avrei voluto far precedere il titolo della ricetta da "Ricette semplici 1 - " ma non mi è sembrato rispettoso.
Ma davvero non è una ricetta difficile!
La cosa più importante non è il vino ma la carne che sceglierai. Questa lunga cottura secondo me ne mette in evidenza tutto il sapore. Motivo per cui sceglierai vitellone piemontese "della Fassone" o "della coscia", va bene anche un quarto anteriore tipo sottopaletta. Ricordati che lo devi legare: sarai aiutato negli spostamenti e lo taglierai meglio.
Non tutti i libri che ho letto consigliano la marinatura per una notte. Trovo che sia una cosa furba, di poca fatica. Ci vuole il contenitore giusto, di poco più grosso del pezzo di carne, cosicché il vino lo coprirà tutto.  Assieme al vino metterai pezzettoni di sedano, cipolla e carota. La cannella e il chiodo di garofano. Il pepe nero. Copri con la pellicola e vai a dormire, o a fare dell'altro. La mattina dopo troverai che la tua carne ha preso il colore dei tannini del tuo Barolo. Se devi preparare il pranzo ti svegli alle otto, se no puoi tranquillamente dormire un po' di più e cominciare alle tre.
Levi la carne dalla marinata. Con il colino recuperi il vino ma butti via gli odori esausti.
Incominci a rosolare, senza fretta, da tutti i lati, senza bruciare la carne, aiutandoti con lo spago. Devi mettere gli odori nuovi, sempre a pezzettoni, con in più l'alloro (è imperativo) e il rosmarino. Non dimenticare la cannella e il chiodo di garofano, e, se vuoi, anche una grattata di noce moscata. Quando è tutta bella rosolata - uno spettacolo a vedersi - la metti nella pentola finale assieme alle verdurine e agli odori. E versi la tua bottiglia di Barolo della sera.
Adesso incomincia la cottura, ben incoperchiata e lunga. Dovresti cercare di ottenere una carne "che si spezza con un grissino" ah, ah, ah. Minimo tre ore, meglio quattro. Ogni mezzora controlli che non si sia appiccicata alla pentola (di coccio) e che il liquido non evapori. [certo che non evapora se il coperchio è a tenuta!].
Quando sei a tiro levi la carne e la tieni in caldo, coperta dall'alluminio.
Il tuo sugo, anche a seconda della quantità di verdurine che avrai messo, sarà più o meno denso. Deve diventare molto denso. Non c'è nessun problema: dopo avere levato i rametti di rosmarino e le foglie di alloro, ci butti dentro il minipimer e ci dai dentro alla grande. E' troppo denso: aggiungi un po' di brodo (acqua bollente ed estratto di carne Liebig). E' troppo liquido: aggiungi la farina di riso, piccolo trucco del professionista. A tutto c'è rimedio in cucina, eccetto che agli aiutanti disobbedienti. E' per questo che io cucino da solo.
Tiri fuori la carne e la fai a fettine di un centimetro. La tuffi nella crema, perché è quella che hai ottenuto e tieni in caldo.
Il purè di patate quarantine non potrà che starci bene.
Non dimenticare cara/o Amica/o che il Barolo che darai da bere ai tuoi commensali dovrà essere stappato un paio d'ore prima del servizio e scaraffato. Assolutamente.

Varianti: una l'ho già detta, è quella di non fare la marinatura.
Un'altra è quella di lardellare la carne: a parte il fatto che ci vuole l'attrezzo ad hoc, che non tutti hanno, questo potrebbe essere utile se userai carne di quarti posteriori, con minore contenuto di grasso. La sottopaletta secondo me non ne ha di bisogno. Il gourmet golosastro aggiungerà in cottura un piedino di vitello, che darà alla salsa maggiore viscosità e più sapore (e più colesterolo, naturalmente).

Mi pregio di sottoporvi una miserabile fotografia, che è proprio l'ultimo pezzettino avanzato con l'ultimo cucchiaio di salsa.... e vi va già bene così. L'idea della crema comunque la dà chiaramente.






domenica 13 gennaio 2013

Pollo alla cacciatora - Poulet chasseur - Hunter's chicken stew

Oggi ho fatto anche questo, sennò come facevo a stare tre ore nette in cucina?
Nulla di nuovo o di non reperibile sul web, per carità, il fatto è che l'abbiamo fatto a scuola, e se a scuola è venuto buonissimo (con gli ingredienti "economici" che passa il convento) figuriamoci come sarebbe venuto  quando l'avrei fatto a casa!!!
Detto fatto.
Iersera mi sono comperato un mezzo pollo di quelli non del supermercato, che sono poco saporiti, ma da un  certo pollivendolo che frequento. Peso del mezzo pollo: 1,1 kili, una bestia non delle più piccole ;-)

Incominci passando con grande impegno il pollo sulla fiamma. Poi lo tagli a pezzi, secondo i sacri canoni dell'alta cucina (ah, ah, ah) o come meglio ti riesce, levi il filo della schiena (un buon brodo lo potrebbe ancora dare) e rosoli tutti i pezzi bene in padella, con l'olio di arachide. Sfuma col vino bianco. Non dimenticare naturalmente, come ho fatto io, di salarlo e di peparlo.
E lo metti da parte.
Prima, nel frattempo o dopo, ti fai il tuo bel sughetto, facendo rosolare il trito aromatico (ebbene sì ne avevo fatto il doppio quando ho fatto la bisque), poi aggiungi un pugnetto di funghi secchi spugnati e tritati - e non butti via la loro acqua - e aggiungi due lattine di pelati, quelli buoni, o i pomodori freschi se hai più tempo di me. Aggiungi anche due cucchiai di acqua dei funghi. Porti a bollore e aggiusti di sale e di pepe. Ancora dentro le olive (Gaeta, s'il vous plait) e una manciatina di pinoli. Rosmarino, timo, salvia a piacere, dico io. Abbassi e fai asciugare un pochino.
Nel frattempo ti salti gli champignon in padella a fuoco vivace, sbucciati ma interi, e quando sono pronti, con il loro bel colore marroncino, li affetti e ci sbatti dentro anche loro.

Ok, adesso sei pronto a mettere tutto insieme, nel forno caldo a 180 °C, in idoneo contenitore che tenga tutti i pezzi di pollo e la salsa, sopra e sotto. Una manciata di prezzemolo non potrà non dargli un fresco profumino.
Il pollo, si sa, deve essere ben cotto, meglio un pochino di più che un po' di meno. Motivo per cui, anche perché il mio aveva una coscia clamorosa, gli ho dato tre quarti d'ora di forno e, nella paura che la salsa mi si asciugasse, l'ho avvolto con la carta d'argento.

Come puoi ben vedere, cara/o Amica/o, cucina più che classica, ma che buona!!!!










Mi piace citare la versione di Jamie Oliver, che qui vi allego:
hunter's chicken stew





Tagliolini al cacao con bisque di crostacei e filetti di triglia - Cocoa tagliolini with crustaceans bisque and red mullet fillets - Tagliolini au cacao avec bisque de crustacès et filets de mulet

Del resto la domenica bisogna pur trovare occasione di divertimento. E preparare questo primo piatto è stato un grande divertimento.

I tagliolini al cacao sono tagliolini normali in tutto e per tutto: ho aggiunto all'impasto solito (tre uova, tre etti di farina 00, un pizzico di sale e un goccio di vino bianco) un cucchiaino pieno di cacao. E' singolare il fatto che non sono riuscito a trovare nei miei tanti libri  - anche se ero di fretta - una ricetta con una dose di cacao "pesata". Sono andato a occhio. Diciamo che un cucchiaino per tre etti di farina va bene, la tua pasta non sa solo di cioccolato.
La bisque è un fondo di cottura che ottieni con quello che dei crostacei in genere butti via. E non è una cattiva idea cercare di spremere il gusto da teste e carapaci, perché ne hanno. Per cui ho comperato mezzo kilo di mazzancolle, quelle precotte e cinque scampi. Le teste di entrambi e i carapacidegli scampi sono finite nell'olio bollente, a tostare ben bene. Ho poi aggiunto il solito trito aromatico (cipolla, carota, sedano) e un cucchiaio di farina.
Il Pernod che era nella mia ricetta della bisque non l'ho messo, non solo perché non l'ho in casa ma perché non mi piace molto. Ho aggiunto un po' cognac, diciamo tre dita e ho fiammeggiato bene. A questo punto una ventina di cubetti di ghiaccio sono volati in padella (testatulmente: "per ritardare la fuoriuscita dei succhi aromatici"). Un mezzo tubetto di concentrato e ho fatto andare la cottura per non più di cinque minuti.

Dài, l'odore è buonissimo. Certo è che non puoi metter questo sugo nel piatto, è troppo "guscioso"!
Allora lo devi frullare. Col senno di poi ti consiglio di frullarlo con un po' di creme fraiche, che poi sarebbe la panna acida. Invece che il limone aggiungici il succo di lime. Dovrebbe venire una bella broda densa. Occhio a non dimenticarti di aggiustare di sale, è importante. Certo che i crostacei sono dolci ma il giusto di sale è necessario. Ma non è finito!
A parte in padella, con l'olio e le zeste di lime, ho fatto saltare, pochissimo!, i filetti di triglia tagliati a pezzettini e le code delle mazzancolle, e ad essi ho aggiunto la crema, giusto per amalgamarli.
Nel frattempo la pasta è pronta, mescoli e servi.
Per essere una ricettina "originale", nel senso che unire la bisque alle triglie è un'idea mia, è buona.
Se poi qualcuno è dubbioso che la provi, che poi ci si sente.

Bon appetit!!!












domenica 6 gennaio 2013

Risotto alla siciliana - Risotto à la Sicilienne - Risotto by the Sicilian way

Forse peccherò di poca fantasia ma anche oggi pesco dall'enciclopedia della cucina di Repubblica. E trovo qualcosa di comunque carino e meritevole di essere condiviso.
L'idea di base era quella di fare un risottino con i carciofi, (anche perché c'era un litro di brodo di carne fatto ieri, alla bisogna) ma volevo aggiungere qualche altro ingrediente, per capire come poteva stare insieme ai carciofi. Le acciughe mi hanno convinto.
Nella pentola sono finiti, con l'olio evo, una cipolla e uno spicchio d'aglio, tritati, assieme a qualche acciuga - la ricetta le vorrebbe sottosale ma io mi sono arrangiato con quelle sott'olio, forse ne ho messo qualcuna di più - e ho fatto rosolare fino a che le acciughe si sono sfatte. A questo punto sono arrivati quattro carciofi affettati a fettine sottili. Pochi minuti di rosolatura. Infine il riso, che in quel bailamme è comunque riuscito a tostare. Il solito vino bianco. E poi parti col brodo, i canonici sedici minuti del vialone, sufficienti anche ad ammorbidire i carciofi. Assaggia comunque e aggiusta di sale. Mantechi infine con un filo d'olio e il parmigiano.
Molto più carino e gustoso di quello che avevo immaginato leggendolo, per questo ve lo consiglio.

Bon appetit!













sabato 5 gennaio 2013

Polpettone alla Guinness - Big meatball with Guinness - Grand boulette de viande avec la Guinness

Pessime traduzioni, ne sono consapevole.

Eccomi qui, al ritorno dalle vacanze, lunedì si ricomincia.
Tanto per incominciare Buon 2013 a tutte e a tutti, vi voglio bene e grazie che ci siete.

Oggi pomeriggio, arrivato stanco, non ho trovato niente di meglio da fare che aprire il frigo. Lo so, devo dimagrire ma questo piatto che ho fatto, giudicherete voi, non è proprio grassissimo....
Nel frigo ho trovato certa carne che a suo tempo avevo comperato, non vorrei dire quando. Dato che io ho uno scomparto a zero gradi mi ritengo autorizzato a farvi soggiornare la carne per periodi forse esagerati. L'ho aperta, guardata, odorata, tutto ok. E' un po' ossidata, certo ma l'odore mi convince. Ne approfitto per giocare un pochino al piccolo macellaio, con il nuovo accessorio tritatcarne del mio robot, comperato di recente. Ho deciso di tritarla, tanto per cominciare, poi vedremo.
Quando comperi un qualche attrezzo ti dovresti domandare se la presenza di un pieghevole di carta stampata con certi disegnini possa avere un qualche significato. Io la metto direttamente in un cassetto, perché se no non mi diverto davvero. Per cui tritare la carnina è diventata un'impresa da mille e una notte, ma alfine ho avuto ragione io. Credo di averci impiegato il quadruplo del tempo che se avessi letto quel foglietto, ma io sono fatto così, e ormai, alla mia età, mi devo prendere come sono.
Guardando quella carne tritata, forse è meglio dire polverizzata, ho pensato che fosse furbo fare un
polpettone, anche perché non risente di una lunga cottura, che mi garantiva la tranquillità dal punto di vista igienico.
Allora sono andato a prendermi una ricettina sull'enciclopedia di Repubblica, che di polpettoni ne ha tanti, e l'ho modificata così. Ai miei circa otto etti di carne di b.a. ho aggiunto un panino secco bagnato nel latte, una mezza cipolla, uno spicchio d'aglio, sale e pepe e due o tre dita di Guinness. Un mezzo cucchiaino di  comino, con il suo inconfondibile profumo. Questa volta persino i miei commensali hanno dovuto ricredersi su questa spezia meravigliosa.
Una volta datagli una forma "normale" l'ho fatto rosolare con un po' di olio, questa volta ne ho messo poco davvero. Dopo due belle rosolate ha finito di cuocere per una quarantina di minuti aiutato da una lattina di Guinness.
Alla fine dei quaranta minuti il sugo residuo l'ho un po' addensato con un cucchiaio di farina.
Contorno: broccoli al vapore, tristemente perché saltati in padella con aglio, olio peperoncino e acciughe sono più buoni.
Me ne farò una ragione.

Comunque è bellissimo:



domenica 23 dicembre 2012

Ricette per le feste 6 - Torta Sbrisolona - Sbrisolona cake - Tarte Sbrisolona

Questo post dovrebbe invece avere il titolo "Ricette mancate": infatti oggi, che volevo fare la Sbrisolona, l'ho cercata invano nel mio blog, dove ero sicurissimo di trovarla, perché la Sbrisolona l'ho fatta un paio di volte, con grande contentezza sicuramente nei primi mesi del 2010, e non mi sembra vero di non avere mai messo il post.
Invece non c'è, proprio come un atto mancato di freudiana memoria, un lapsus che ha dietro di sé qualcosa che non vuoi o che non puoi ricordare.
Bando comunque alle ciance e andiamo a incominciare.
Oggi, che ne avevo il tempo, ho cercato la ricetta e l'ho trovata. Non nei miei files ma in rete:pensate, c'è persino quella di Benedetta Parodi! Sia beninteso io non ho niente contro i cuochi televisivi, non mi interessano, tutto qua.
La inserisco nel mio blog perché ho la presunzione di pensare che chi mi legge forse non cerca più tanto le mie ricette, che appunto sono reperibili con grande facilità nella blogosfera ma cerca le ricette come le racconto io, che mi racconto nelle ricette.
La ricetta è bella perché ha in sé quel 2 ripetuto tante volte, che è una cosa divertente da morire: eccola.
2 etti di farina bianca, 2 etti di farina gialla, quella della polenta, 2 etti di zucchero, 2 etti di mandorle tritate grossolanamente, 2 rossi d'uovo, 2 etti di burro (e va già bene così perchè qualcuno mette uno di burro e uno di strutto...). la scorza grattugiata di un limone, una bustina di vanillina.

Mescoli le farine, le mandorle, lo zucchero e i rossi. A mano, bisognerebbe. Aggiungi poi il burro a temperatura ambiente e continui a mescolare, non impastare.
A questo punto prendi il tuo impasto, che dovrebbe essere granuloso, e lo versi a pioggia sulla tua teglia, imburrata (ancora burro....) o foderata con la carta forno, in modo da formare uno spessore di un paio di centimetri. Non schiacciare e non compattare.
In forno caldo a 180 °C per tre quarti d'ora circa, stacci dietro perché il naso ti guiderà al momento di tirarla fuori.
Tutto qui, ma è troppo buona. Un regalo delle massaie mantovane e delle loro figlie sparse nel mondo.
Se ritieni quando la servi ci spolveri lo zucchero a velo.

Bon appetit











Ed ecco anche un po' di musica:











lunedì 17 dicembre 2012

Ricette per le feste 5 - La torta - The cake - La tarte

E questa è davvero una ricetta per le feste, anzi non ce n'è una così "per le feste". E' uno dei graditi compiti scolastici e spero di averla fatta all'altezza di quella fatta a scuola. 
E' una torta che vuole successive preparazioni che poi vengono assemblate alla fine. 
Il tempo che ci vuole non è poco ma intanto uno si può organizzare anche il giorno prima e poi tutto dipende anche dalle porzioni che si vogliono fare. 
Quella che ho fatto sabato, dove eravamo in otto, è stata consumata al 25%, dalché ne risulta che la mia gastronorm poteva andare bene per ventiquattro persone. E' più forte di me, non ci riesco.

E' una torta che si fa a strati: il primo strato è la pasta frolla. 



Eccola, appena uscita dal forno, forse un po' troppo cotta, col senno di poi.
La pasta frolla si fa colla solita ricetta: 3 etti di farina, 2 di burro a temperatura ambiente, 1 di zucchero. Un rosso d'uovo e gli odori che preferisci: personalmente adoro le bucce grattuggiate degli agrumi. Dopo che si è mescolata bene con le mani, non impastata, va un'oretta in frigo. E poi la stendi e la metti nel gastronorm, o nella tua teglia rotonda, imburrata e infarinata.

Sopra la frolla metterai la crema pasticciera.
La ricetta è nota ai più: monti 8 rossi d'uovo con 230 grammi di zucchero e quando è bella gonfia aggiungi 120 grammi di farina setacciata e mescoli bene. Aggiungi un litro di latte caldo con gli aromi, magari non gli stessi della frolla,  e fai bollire a fuoco basso un quarto d'ora, girando.




Terzo strato: il pan di Spagna. La ricetta la trovate nel mio blog e non la ripeto, ovviamente.

Eccolo: 


L'ho fatto a fette perché poi ho dovuto bagnarlo con acqua e zucchero, bolliti per far sciogliere lo zucchero, e un sorso di cognac Courvoisier.

Il quarto strato è un'altra passata di crema pasticciera, la metà che ti era avanzata.



Il quinto strato sono un bel po' di mele che hai sbucciato con amore e affettato con ancor più grande amore, a fettine sottili sottili, lasciandole compatte e sbattendole in forno spolverate di zucchero, un po' inclinate,  fino ad ammorbidimento.

Eccole qua: 


Praticamente è finito. Io ci ho messo di mio le fragole e i chicchi del melograno.
Se vuoi proprio "esaggerare" ci andrebbe la gelatina.

La mia compilation è questa: