Andiamo a incominciare

Basta fare un giro al mercato.
Già gli occhi si riempiono di colori, colori di pomodori e peperoni, caldi, rossi e carnosi come certe labbra che si offrono senza vergogna, ma anche caldi come il giallo di pani appena sfornati, sotto la cui crosta si indovina una tenerezza nuova.
E la verdura? ci offre tutte le tonalità dei verdi, che raccontano sommessamente di prati e di orti, innaffiati da uomini tranquilli in maniche di camicia, durante silenziosi tramonti.
Come si fa a non amare il cibo? Semplice, basta non amare gli umani.
Visualizzazione post con etichetta Finger food. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Finger food. Mostra tutti i post

domenica 1 settembre 2013

Pizzette

La curiosità è sempre foriera di interessanti novità, anche quando meno te lo aspetti. Ecco che la classica rivista "da spiaggia", porta con sè un secondo giornalino di ricette niente male...., per cui stasera mi sono messo all'opera, senza nessun complesso di superiorità. Naturalmente con qualche modifica...., non ne posso fare a meno.
Premetto che la pasta della pizza l'ho comperata già fatta, nel sacchetto di nailon nel frigo del supermercato. Tempo risparmiato per altre cose. E non è niente male, anche se forse leggermente dura: per ora i denti reggono.
Un kilo di pasta l'ho diviso in sei pizzette.
Sopra vi ho messo:
- quattro finferli avanzati dall'altro giorno (risottino funghi e pesche, 2a edizione), affettati e saltati in padella con olio e aglio;
- quattro piccole zuccchine, tagliate a bastoncini e saltate in padella;
- una brunoise di formaggio siciliano che avevo in frigo, brunoise perché era leggermente indurito, ah ah ah
- un peperone corno di Carmagnola tagliato a cerchietti, previamente passato in padella con un po' di sale e incoperchiato.

Eccole prima di entrare nel forno:



Ed eccole dopo venti minuti di forno, al massimo. carine, no?


Musica adesso, per non annoiarsi..... un brano scritto nel 1938, tre quarti di secolo fa da quel genio assoluto che è stato Sostakovic, che allora aveva 32 anni. Beh, questo brano trasmette una "joie de vivre", una felicità così grande da commuoversi fino alle lacrime. Beh, almeno è quello che succede a me....







martedì 20 agosto 2013

Albicocca e brie? - Apricot and brie cheese? - Abricot et brie?

Ecco un semplice finger food che lascerà estasiati i vostri ospiti in una tiepida sera d'estate.
E' anche un modo furbo di utilizzare quel po' di pane secco che si è accumulato nei giorni passati.

L'ho mangiato a casa di amici, l'ho rivisto su un giornaletto di cucina: deve essere una cosa che gira in questa estate del 2013.

Comunque sia dovrai preparare delle spesse fette di pane e tostarle un po' nel forno: quando sono belle calde su di esse appoggi una o due fettine di formaggio brie e gli ridai giusto quei due minuti di forno perché si ammorbidisca e provi a penetrare negli alveoli del pane.

Sul formaggio brie appoggerai delle albicocche mature, maturissime anzi, divise in quattro e finirai con una spolverata di origano rigorosamente calabrese.


E lo porti in tavola. E ascolti le lodi.

 


venerdì 26 luglio 2013

Pesca e salmone? - Peach and smoked salmon? - Pêche au saumon fumé?

Finger food per l'estate.

Niente di che, come al solito, ma l'accostamento è una mia idea. Originale nel senso che mi è venuta in mente così, senza averla cercata da nessuna parte.
Se poi voi lo fate tutti i giorni, avendone letto la ricetta su mille siti internet, meglio per voi.

Affetti la tua nettarina deliziosamente matura, le levi il cappellotto posteriore così potrà stare ben appoggiata e la ricopri di schegge di salmone affumicato. Il timo, o le erbe di Provenza, non potranno che starci bene.

E ne mangi tante.....





martedì 6 dicembre 2011

Cucinare con niente o quasi - 2

Proseguo con il secondo piatto di sabato, anche lui rimediato dalla dispensa.

Ingredienti:
- una confezione di ceci;
- una scatoletta di salmone affumicato sott'olio;
- una presina di origano secco;
- un po' di olio evo, quello mio.

Si tratterà di frullare con il minipimer i ceci, dopo averli ben scolati, fino a renderli una crema e aggiungendo un po' di olio.
Aggiungi poi il salmone a pezzettini, non c'è bisogno di frullare anche lui, mescoli con la forchetta, aggiusti di sale ove ve ne fosse la necessità, metti l'origano e se vuoi una piccola spolverata di pepe.
Puoi fare la tartina sulla fetta biscottata, come ho fatto io.











Dopo averlo fatto mi è venuto in mente l'hummus, che vi consiglio di andare a vedere qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Hummus
anche esso a base di ceci.

venerdì 18 novembre 2011

Uso creativo della macchina del pane

Lo so, questo non sarà un post per tutti ma solo per chi ha la macchina del pane..... del resto io l'ho trafugata. Perchè non usarla o avere una preclusione? Io la trovo molto comoda, intanto perchè mentre lei lavora io faccio dell'altro e in secondo luogo perchè mi risolve il problema, per me di non facile soluzione, della lievitazione. Fa tutto lei, anche la lievitazione. Sì, ci impiegherà tre ore e rotti ma a riempirla ci vogliono solo cinque minuti.
Per cui sono molto contento di averla e la uso relativamente spesso.

Come iersera, che mi è balenata questa idea, che, in un accesso di entusiasmo vorrei dire autocelebrativo, ho definito nel titolo "creativa"......

La ricetta che uso io la trovate qui, ricetta per macchina del pane, che è proprio un bel sito, anche con notizie interessanti per chi farà una dieta  ;-)
A questa ricetta ho aggiunto: un cucchiaio e mezzo di concentrato di pomodoro, un echalot tritato al coltello fine fine e un mezzo cucchiaino di origano.
E mentre la macchina lavorava non sapevo più se era pane o pizza, e questo è stato carino.....











Questo bel pane rossastro l'ho voluto presentare semplicemente così, con una fetta di mozzarella, un filo d'olio e una spolverata di pepe.

N.B. Per chi non fosse per un qualche motivo convinto: domani ne farò anche un altro.
Bonne nuit, son tornato da scuola e sono un po' fuso, ma la ricettina l'ho voluta mettere per condividerla, e chissà che qualcuno dei miei lettori domani non se la prepari.......

domenica 24 luglio 2011

Finger food al mare

"Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione"!

Stasera mi autoincenso un po' e incomincio con una citazione che i lettori, che nel 1975 avevano più o meno 18 anni, ricorderanno bene: è infatti una citazione di "Amici miei", un film goduto subito e capito solo dopo tanti anni, un film che sulla morte ha spiegato più di tanti film di Bergman.......

Comunque stasera, quando li ho assaggiati mi sono sentito un genio.... anche perchè non ho comperato niente e ho usato solo cose che avevo in casa.
Li pubblico volentieri perchè mi sono accorto, dalle statistiche del blog e dai commenti verbali degli amici, che più semplice è la ricetta più è gettonata.
Di questo ne prendo atto ma non è che ne sia molto contento: la mia esperienza è che più lavori in cucina e più sono contenti i tuoi commensali. Ma capisco che i punti di vista possano essere diversi.

Devi aprire a metà i pomodorini e svuotarli, poi li riempi con cubetti di prosciutto di Praga, piccoli, tipo brunoise, e di Emmental. Uno spruzzo di origano. Il pan grattato per gratinare. Una goccia d'olio evo.

Cinque minuti di forno a stecca, accendi il grill.
Tutto qui ma.... che buoni!

lunedì 6 giugno 2011

Stuzzichini per il lunch

L'occasione fa l'uomo ladro, nel mio caso lo fa anche vergognosamente goloso......

Fatto sta che oggi mi è caduta dal cielo di Palermo della meravigliosa bottarga di tonno e anche un bel mazzo di maggiorana, appena raccolta, con un odore talmente intenso che stasera finirà in una frittatina, e se dovessi sceglierla adesso sarà soltanto di uova e maggiorana.

Tutto ciò mi ha portato a casa con le bave, come certi poppanti......quindi:

pancarrè integrale appena tostato, la bottarga affettata sottile sottile, due riccioli di burro e un po' di maggiorana appena tritata al coltello: non sarà un piatto che stia al paragone con quelli di Bocuse ma io e il pargolo ce la siamo spazzolata in un batter d'occhi.
La sfida era: come starà il gusto della maggiorana con quello dello bottarga? Vinta, direi.
Se il pancarrè lo tagli in quattro, acconciando la bottarga e il burro in maniera carina, farai anche un finger food di tutto rispetto.

Anche in 5 minuti di orologio si riesce a far qualcosa di bello e di buono:

lunedì 18 aprile 2011

Bicchierini di cus cus al pesto

Anche oggi ho cercato di fare il mio compitino, una ricetta da mettere sul blog, dopo tanti giorni di assenza.
Questa di oggi in effetti l'ho scovata ieri, giornata parzialmente dedicata al riordino di files e di carte di cucina, entrambi ammucchiati in maniera considerevole.
Questa ricettina mi è piaciuta sia perchè è un finger food, sia perchè adoro il cus cus.
L'ho tratta da un foglio di "Gente" che avevo chissà quando strappato......

Un etto di cus cus e 100 cc di brodo bollente, in cui fai sciogliere una bustina di zafferano. Unisci un cucchaio di olio evo e fai raffreddare. Aggiusta di sale e pepe.
Poi lo metti nel bicchierino (bicchiere nel mio caso) e ci versi sopra un cucchaio di pesto, che avevi in casa bello pronto in frigo perchè sei un omino proprio previdente.
Ebbene sì, buttaci ancora sopra qualche lamella di mandorla (stasera no, non le ho trovate al supermercato).

E' tutto qui. Ci devi fare solo un decoro, uno stecchino con ciliegini alternati a quello che vuoi, foglioline di basilico intere, cubetti di meravigliosa feta greca, cetrioli in agrodolce, mozzarelline (pugliesi ovviamente) dài, spremiti un po'....
Poi ti siedi e mangi, e la tua schifosa giornata come per incanto risale verso il paradiso.................


domenica 17 aprile 2011

Caramelle di Mojito

Cosa c'è di più bello di una domenica mattina di relax, dopo un sabato sera faticoso di cucina, prepararsi, con un qualche anticipo, un bell'aperitivo, che risvegli quel leone mai addormentato che è la tua fame?

A questo ha pensato lo Chef Pinto, quando ha studiato come prepararsi un bel Mojito, masticabile per giunta. E di questo bisognerà sempre ringraziarlo, oltre che delle caramelline di Negroni, ma questa è un'altra storia, e un altro post.
Dunque dunque, hai deciso che ti fai un finger food tutto per te, composto da un'unica portata, che è poi questo Mojito.
Quindi anche se sei da solo ti farai la ricettina per dieci, del resto ne puoi mangiare un po' al mezzogiorno e un po' la sera.....

Ci vorranno 180 grammi di Rum Bacardi Bianco, tre o quattro foglioline di menta piperita, 60 g di zucchero e 70 di acqua, 60 g di succo di lime e 16 g di colla di pesce.

Dopo che ti sei preparato tutto sul tavolo fai bollire l'acqua con lo zucchero e la menta, e nel frattempo metti la colla di pesce nell'acqua fredda.
Quando l'acqua bolle e lo zucchero è sciolto STRIZZI la colla di pesce e ce la sbatti dentro, levando le foglioline. La colla di pesce si scioglierà in un attimo. Adesso puoi aggiungere il rum e il succo di lime, spremuto e filtrato.

Devi versare il tutto in un contenitore da frigo in modo che il tuo aperitivo resti alto un paio di centimetri.
Due ore di pazienza e di frigo.
Poi ti fai i tuoi cubetti e li passi nello zucchero semolato.

Certamente saprai quale è il primo, l'ultimo è più difficile......


giovedì 14 aprile 2011

Pomodorini Pachino con crema di caprino al pesto

Il finger food sicuramente ha un suo perchè!
Non è solo un modo diverso di mangiare ma soprattutto, dico io, è un modo diverso di pensare come "fare cucina".

Ho sempre avuto ritrosia verso il finger food, e per un motivo abbastanza scontato: troppo faticoso. E' evidente che preparare un antipasto, un primo, un secondo e un dessert per 15 o 20 persone è meno faticoso che preparare nove o dieci stuzzichini diversi, fossero anche solo per sette persone. Che poi il finger non è proprio uno stuzzichino, stuzzichino è quello che ti danno al bar quando vai a incenerirti di aperitivi.
Il finger ha sicuramente una marcia in più. Racchiude in un boccone un piatto intero, e non solo, diventa allo stesso tempo una gioia per gli occhi, prima che per la bocca.

Ovvio che non dovrebbero essere fatti finger food "men che meravigliosi", sennò diventa tutto completamente inutile.

Fatto questo preambolo oggi presento un piccolo finger che ha in sè il germe dell'eternità, e di questo devo ringraziare in primis lo Chef Maurizio Pinto, patron di un ristorantino niente male, Voltalacarta di Genova; in secundis le mia amiche Marta e Donatella, creatrici di Chef per caso, scuola di cucina di grande qualità, che me lo hanno fatto conoscere.

Dato che non è elegante ricopiare ricetta e foto della scuola premetto che ieri, a pranzo, li ho fatti, e li ho fotografati. Il sorriso dei miei commensali mi ha ripagato di tante cose.....

Per 10 persone preparerai 20 pomodorini Pachino, mezzo chilo di caprino fresco spalmabile, mezz'etto di pesto, 20 grammi di pinoli e dieci foglioline di basilico.

I pomodori li devi preparare così: tagli un po' di culetto per farli stare in piedi e tagli anche un po' di polpa col picciolo, che terrai da parte perchè sarà il loro cappello. Li scavi nella migliore maniera che puoi.
Mescoli il caprino e il pesto e li metti nella sac a poche con la bocchetta rigata.
Riempi quindi ciascun pomodorino con la tua crema al pesto e lo decori con due pinoli e la mezza fogliolina di basilico.
Tutto qua ma che bello! E che buono!!
Abbi fede cara/o Amica/o, ce ne saranno ancora di questi meravigliosi f.f.!!!










N.B. Mi è avanzata della crema: i crostini con le olivette di Gaeta, snocciolate al momento, mi sono sembrati una bella integrazione, carina, almeno....

giovedì 4 novembre 2010

L'insalata caprese, nel bicchiere

La parola d'ordine è: ricuperare il tempo perduto. Ma è solo un'illusione.... i giorni e le ore persi non ritorneranno, e i pranzetti che si sarebbero potuti fare sfumati.
Comunque illudiamoci di riuscirci.
Intanto mi scuso con i miei amici lettori ma fra due giorni di festa fuori casa e due giorni di attività lavorativa intensa non ce l'ho fatta a scrivere qualcosa di decente (ma ho pensato tanto). Abbiate fiducia per il futuro, vi dico solo questo.

La prima ricetta di oggi è un antipastino che ho mangiato da Luisa, grande cuoca e amica, che qui ringrazio per entrambe le cose.
E' simpatico, originale, richiede poca fatica e fa una grande figura: perfetto quindi per il mio blog.
L'unica avvertenza è quella di avere il bicchiere adatto, che io penso sia il tumbler anche detto Old Fashioned, qui lo trovi
http://it.wikipedia.org/wiki/Tumbler

Eccolo:

la foto è quella di quando l'ho preparato per tanti coperti, in uno dei miei pranzi sul luogo di lavoro, e devo dire che non è proprio dispiaciuto.











Gli ingredenti te li scrivo per otto:
tre etti di mozzarella di bufala campana, due di stracchino "buono", 100 cc (mezzo cartone) di panna fresca, mezzo chilo di pomodori maturi, buoni da essere frullati, basilico, olio evo, sale.

Frulli la mozzarella, lo stracchino e la panna, aggiusti col sale e metti qualche cucchiaio di olio. E questo è lo strato basso del bicchiere, la prima metà.
Poi frulli il pomodoro, aggiusti di sale e metti qualche cucchiaio di olio.
Il problema qui è l'acqua di vegetazione: se è un'insalata non puoi certo cuocere la passata (oppure lo fai di nascosto anche a te stesso), puoi provare ad arrangiarti con un colino.
Comunque sia occhio a versare la passata sulla frullata di mozzarella solo all'ultimo: sennò cola, e invece il look deve essere due colori ben separati fra loro.
Hai finito: metti solo il rametto di basilico.

E incominci a pensare alla bandiera, alla pizza, alla Regina e a Carducci, all'Italia dell'Ottocento..........

mercoledì 6 ottobre 2010

Pizzetta alle mele e gorgonzola

Una pizzetta che convincerà i tuoi commensali a volerti più bene e a diventare amici per la vita  ;-)

E' Riccardo Frola l'autore di questa semplice ricetta, che, come tutte le cose semplici, ha in sé il germe della perfezione.
Fanne tanta, questa dose è per quattro ma in due ve la spolvererete con grande soddisfazione.
Pasta della pizza sei etti, tre mele Granny Smith, due cipolle bianche, un ciuffo di maggiorana fresca, mezz'etto di gherigli di noce tritati, un etto di gorgonzola cremosa, un cucchiaio di parmigiano, un limone, un cucchiaio di burro, olio evo, sale e pepe q.b.

Incomincia tagliando le mele (con la loro buccia) e la cipolla a fettine sottili, e le salti in padella con poco burro. Una volta pronte le versi sulla tua pasta che hai allargato sulla teglia. Spolveri di parmigiano, maggiorana, sale, pepe, cubettini di gorgonzola e le noci triturate.
Sbatti nel forno già caldo a 200 °C per 25 minuti se forno a gas, a 250 °C per un quarto d'ora nel forno elettrico.
Riccardo, sei mitico!

lunedì 6 settembre 2010

Finger food 1 – Tagliata di faraona con tegole di sesamo e crema di melenzane

Parte oggi il capitolo “Finger food”, capitolo difficile, in quanto l'impressione che ne ho sempre ricavato è “tanta fatica e poca soddisfazione”, ma forse è solo un'impressione.

Qui metto la ricetta che mi è piaciuta di più, la devo a Roberto Avanzino, non solo grande cuoco, e lo ringrazio pubblicamente.

Negli ingredienti non ci sono le dosi, ovviamente.
Ci vorranno: melenzane, parmigiano, sesamo, faraona, cipolla, olio evo, vino bianco, sale, peperoncino.

1 – crema di melenzane
metti a freddo in una casseruola una melenzana tagliata a pezzi, uno spicchio d'aglio, sale, olio, origano (che con le melenzane ci sta da dio!), due anelli di cipolla, mezzo bicchiere di vino bianco e un peperoncino. Incoperchia e cuoci a fuoco basso una mezzoretta.
Poi frulli col minipimer, devi fare una cremina.

2 – tegole di parmigiano al sesamo
mescola un etto di parmigiano grattuggiato fine fine a un etto di semi di sesamo. Ma anche due etti, tre etti ecc. ;-), basta che siano in eguali proporzioni.
Metti a scaldare il padellino antiaderente e quando è caldo ci butti un cucchiaio del tuo mix, lo allarghi a fare un cerchietto di qualche centimetro. Fai delle prove, ma anche se il cerchio non è perfetto andrà bene l'istesso.
Quando vedi che il parmigiano si scioglie e si rapprende fai girare la tua tegolina con un balzo felino, della padella.

3 – tagliata di faraona
sala il petto di faraona e lo salti in padella antiaderente, senza olio. Dire 5 minuti per lato è un po' un azzardo, tutto dipende dallo spessore.
L'ideale, per i fanatici come me, è il termometro a sonda, che dovrà misurare 55 °C, al cuore.

4 – montaggio (secondo Avanzino)
crema di melenzane a specchio nel piatto, filetto accavallato e intercalato con le tegole di sesamo, filo d'olio.
Poi il bello è che ognuno se lo monta a piacere.
Bon appetit, anche a nome dell'Autore.

La foto la metto la prossima volta che lo faccio.