Andiamo a incominciare

Basta fare un giro al mercato.
Già gli occhi si riempiono di colori, colori di pomodori e peperoni, caldi, rossi e carnosi come certe labbra che si offrono senza vergogna, ma anche caldi come il giallo di pani appena sfornati, sotto la cui crosta si indovina una tenerezza nuova.
E la verdura? ci offre tutte le tonalità dei verdi, che raccontano sommessamente di prati e di orti, innaffiati da uomini tranquilli in maniche di camicia, durante silenziosi tramonti.
Come si fa a non amare il cibo? Semplice, basta non amare gli umani.

martedì 31 dicembre 2013

Pasta ripiena di pesto - Pâtes farcies de pesto (pistou) - Pasta stuffed with pesto (typical Genoese sauce)

Ricetta nuova, consistente in una destrutturazione della "solita" pasta al pesto.

Si tratterà di farsi il pesto, o di farselo fare, o di comperarne il miglior vasetto che si trovi in circolazione in quel momento nel posto dove voi siete. Nel mio blog c'è anche la ricetta, qui.
Comunque ottenuto dovrete farne delle piccole palline, poggiarle su un foglio di carta forno e metterle a congelare, così


Adesso ti devi fare la pasta fresca, con le farina che vuoi, con la quantità di uova che vuoi, insomma come ti pare. Poi te la stenderai e con un coppapasta farai dei bei cerchi.
Dentro ognuno ci sbatti con delicatezza la pallina congelata, lo bagni, lo chiudi e il gioco è fatto!

Non è vero: io sono negato in queste operazioni per le quali la manualità è importante, per cui non ho avuto il coraggio di chiamare i miei manufatti in un modo diverso da "pasta". Voi che siete bravi li potrete chiamare, "pansoti", "tortelli" e quant'altro.

Però il gioco è fatto ma non finito: dovrai a questo punto preparare per ogni piatto un letto di purè di patate che sarà la salsa della tua pasta, assieme, se te lo puoi permettere da un punto di vista della salute, un filo di burro fuso.

(n.b.: anche sul purè ci sarebbero da fare tanti discorsi: ad esempio Artusi non ci mette il formaggio parmigiano.....)


Eccola, la mia pasta ripiena, che nell'orrida foto ricorda certe cavità umane.....
ma è tutto buonissimo, ve lo giuro.

Buon 2014!!!



Finiamo l'anno con un po' di musica, quella che rilassa ed eccita, quella famosa, quella che "come sarebbe bello suonarla insieme (se fossimo capaci)"....





venerdì 27 dicembre 2013

Torta di mele in cocotte - Tarte aux pommes en cocotte - Apple pie in the cocotte

Dolce piccolo ma grande nell'apprezzamento, da non sottovalutare se non dopo averlo provato a fare, anche perché è molto semplice...

Prenderai due etti di burro e due di zucchero, e li mescoli con la frusta in un contenitore che hai messo a bagno maria. Aggiungi altri due etti di farina, una bustina di lievito, un profumo di vaniglia a tuo piacere (bustina o stecca) e sei rossi d'uovo. E sbatti bene con la frusta....
Il tuo assistente intanto monta i bianchi a neve, e quando saranno pronti li aggiungerai all'impasto con la solita, grande delicatezza.
Mescoli al tutto un paio di mele renette tagliate a fettine, tenendone qualcuna da mettere in piedi nell'impasto. 
Con queste dosi potresti fare circa otto cocottine come quella della foto, ricordando che non le devi riempire fino all'orlo.
Per chi fa la cena di capodanno potrebbe essere una buona idea, preparabile con largo anticipo (non giorni!)
Bon appetit!!!






martedì 24 dicembre 2013

Pappardelle col sugo di zucca - Fresh pasta with pumpkin sauce - Pâtes fraîches à la sauce de potiron

Troppo bello, troppo facile, troppo buono!!!!
Fatto a scuola in una sera che non dimenticherò facilmente (ma questa è un'altra storia...)

Un etto di semola rimacinata di grano duro e un uovo a persona, un pizzico di sale, l'acqua che serve. Con l'impastatrice fai presto, prestissimo.
La metti a riposare e ti dedichi al sugo.

La zucca, circa un kilo, la fai a cubetti, piccolini, perché vanno in padella assieme alla cipolla e a una manciata di olive buone e snocciolate. Prima la rosoli e poi la finisci di cuocere col brodo. E quando è morbida la frulli. Deve diventare una dolce crema.
Un altro po' di olive, ovviamente snocciolate, le frulli col minipimer fino ad ottenere una pasta di olive della giusta consistenza, magari aiutandoti con un po' di acqua della pasta.

Giusto, la pasta. La tiri fuori dal frigo e incominci a sfogliartela, e quando lo spessore è giusto (un filino di più, è grano duro...) ti fai le pappardelle o i maltagliati, come ti suggerisce l'umore del momento, no, l'amore del momento......

Le butti nell'acqua, unisci il sugo e una bella mozzarella tagliata a dadini

Tutto qui.
Ma io la servo a Natale.....


p.s. per chi mi legge e sa le avventure della settimana scorsa il presente post dimostra che ci sono, e continuerò a cucinare, a scrivere di cucina e ad andare a scuola ancora per parecchio....











































Post post scriptum: 
dubito che domani scriverò qualcosa.
Quindi mi porto avanti con gli auguri di Buon Natale a chiunque, per abitudine o per caso, mi leggerà.
Voglio ricopiare un'intervista a Enzo Bianchi, il Priore di Bose.

D.: Per Lei il cibo è davvero un grande piacere?
R.: Non posso negarlo, ma il piacere più grande sta nel condividerlo con qualcuno. Il modo migliore per dire a una persona "ti voglio bene" è fargli da mangiare bene. Il cibo può essere così un mezzo di incontro e di relazione profonda.
D.: Soprattutto se annaffiato da buon vino, immagino.
R.: Beh, io sono monferrino. Da noi si dice che il vino è quello che ci dà la postura.










lunedì 9 dicembre 2013

Pesto, barbabietola e formaggi della Val d'Aveto - Pesto, beetroot and Val d'Aveto cheese - Pesto, betterave rouge et fromages de la Val d'Aveto

Ricetta minimalista, un antipastino colorato e gustoso, una foto orribile.....

Ma vale la pena di provarci, fatta a scuola e riprovata con le debite modifiche a casa, anche perché è proprio buona. E come antipasto per un pranzo delle prossime feste non è per niente disprezzabile.

Ti comperi la barbabietola e te la affetti a fettine molto sottili, te le condisci con olio, aceto rosso, sale e pepe. E le lasci un po' lì.
Ti fai il pesto, seguendo la ricetta o andando "a lingua", cioè assaggi ogni volta che aggiungi qualcosa.

Il pesto sarà una striscia alla base del tuo piatto, sopra metterai una montagnetta di barbabietole,
Poi ti prepari due quenelle di caprino e ce le sbatti sopra. Dato che ero a Santo Stefano d'Aveto le quenelle le ho fatte con la prescinseua.

Guarnisci con scaglie di parmigiano: per lo stesso motivo di prima io le scaglie le ho fatte col sarazzu.





































Scusatemi ancora per la foto: succede che finisci per farle sempre col telefonino...


Mi farò scusare con la musica, o almeno ci provo



venerdì 6 dicembre 2013

Catalogna, mon amour

Quel saporino amarognolo mi fa impazzire. Ne mangerei dei kili, senza ombra di dubbio. Si tratta solo di non annoiarsi....
Stasera ho fatto così: nella padellona olio evo, aglio (se cucino per me ne metto tanto), tre acciughe sotto sale, olive, capperi. Un peperoncino. Solite cose, buone, antiche.
Salto la catalogna, prima i gambi, le foglie dopo. Ho questa idea che siano più delicate..... certo, i gambi restano un po' duri (e poi ti si ficcano noiosamente nelle fessure fra i denti) ma meglio così che una pappamolla.....
Poi li ho levati.
Nella padella, che aveva il loro sapore, ho buttato una buatta di pelati, altro aglio, un goccio davvero di olio e le erbe di Provenza adorate (e odorate). E LE ZESTE DI ARANCIO.
(ogni commento è bene accetto, ci mancherebbe, ma io resto della mia idea, che questo accostamento è troppo buono......una spunta nella foto)
Quando la salsa si è resa pronta e disponibile ha accolto, per non più di due minutini, la catalogna.

Ecco il mio piattino di verdurine, che se ci fosse stato un po' meno olio sarebbe stato anche dietetico.... ah ah ah




Stasera una delle musiche dei miei anni "verdi"



mercoledì 4 dicembre 2013

Filetto di maiale al miele con mele e cipolle in agrodolce - Filet de porc avec les pommes et miel et les oignons dans une sauce aigre-douce - Pork tenderloin with honey, apples and onions in sweet and sour honey

Sabato sera mi sono applicato a questa ricettina, già fatta a scuola ma che non ho seguito in prima persona, anche se ho preso gli appunti. Poi ho trovato una sua “sorella” nella rete, questa......
E soprattutto venerdì mi è arrivato il filetto di maiale buono....

Prima cosa: le cipolle in agrodolce. Niente di più semplice, ovvio, stufi le cipolle, bianche o rosse a tuo piacere – perfette le Montoro - a fuoco più che basso e quando sono una morbida poltiglia ci aggiungi lo zucchero e l'aceto bianco, ancora meglio quello di mele. Di entrambi ne metti tanto quanto il palato ti dice che va bene.







Poi fai i medaglioni di filetto di maiale e li fai rosolare bene nella padella di alluminio, con olio o burro a tuo piacere e un rametto di rosmarino: solo così resterà uno splendido fondo marrone, il mitico prodotto della reazione di Maillard!!, cioè questo



Li metti da parte al caldo.

Ti concentri sulla padella, non prima di avere tagliato a fettine più che sottili una mezza mela, adesso girano le Fuji.....

In padella butti un paio di cucchiai di miele, non di castagno, è troppo forte, di acacia o millefiori, e il marsala secco, e li fai cuocere raschiando col cucchiaio di legno il fondo lasciato dal filetto, indi aggiungi le mele e le fai disfare. 




































E poi aggiungi la cipolla in agrodolce. E poi aggiungi il filetto di maiale.




Ecco come l'ho servito:























dimenticavo di dirvi, per farvi morire di invidia, che il primo è stato le trenette al pesto.....






Stasera la musica è questa, che tutti conoscono ma di cui nessuno sa l'autore..... neanche io....fino a ieri